Racconti di Storie
Lo storytelling è l’arte di raccontare storie catturando l’attenzione. Oggi molte imprese utilizzano questo strumento per fare branding.
Quest’arte è la più antica, è quella che ha permesso agli uomini di raccontarsi, di tramandare la conoscenza, le tradizioni, le informazioni, la storia e tanto altro.
Tutti noi abbiamo vissuto la magia di leggere o ascoltare, oppure vedere il racconto di una fiaba e come quel semplice racconto ci portasse in una realtà dove ci sentivamo parte di quella storia.
Il più grande storytelling è contenuto nella Bibbia e prima ancora nelle scritture antiche orientali.
Dalle più recenti ricerche ed esami C 14 sulle ritrovate tavolette di Tartaria, nella regione Transilvania in Romania, questo è il più antico storytelling nella scrittura fino ad oggi ritrovato e si parla del periodo tra 5.370 e 5240 a.C..
Negli anni 90 Joe Lambert e Dana Atchley, fondatori del Center of Digital Storytelling (CDS) a Barkley, in California, realizzarono per la prima volta un sistema interattivo multimediale all’interno di una rappresentazione teatrale; da quel momento vari sono stati gli ambiti della sua applicazione.
Secondo i loro studi 7 sono gli elementi alla base di ogni Digital Storytelling :
1 – il punto di vista, ossia storie personali e autentiche dell’autore, della sua prospettiva, delle sue intenzioni e dei suoi obiettivi;
2 – tema drammatico, ossia occuparsi di una questione che valga la pena essere ascoltata, senza domande banali o con risposte risapute:
3 – contenuti emotivi, ossia utilizzare significati e diverse modalità per coinvolgere emotivamente l’ascoltatore;
4 – voce nel racconto, ossia accompagnare la narrazione con una voce personale;
5 – colonna sonora, ossia utilizzare una scelta musicale che fa da preludio e sostegno alla storia durante la narrazione;
6 – equilibrio e ordine, ossia fare una scelta oculata di parole e immagini e della loro combinazione con il ritmo della narrazione per un risultato pulito e ordinato;
7 – vitalità e ritmo, ossia un andamento adatto a ciò che si sta raccontando.
Al di là degli elementi base, cosa accade durante una qualsiasi performance di storytelling o di un moderno digital storytelling che cattura la nostra attenzione?
Fin da piccoli abbiamo sperimentato l’incanto delle favole, con il loro ascolto, oppure guardando qualche cartone animato o qualche film.
La magia di una narrazione che ci trasportava in un mondo fantastico ci faceva sentire parte di quel racconto.
Poi da grandi leggendo qualche libro particolarmente coinvolgente, partecipando a qualche evento, come spettacoli, oppure mostre o concerti, oppure ancora, guardando film o ascoltando musica abbiamo compreso quanto possiamo essere permeati dalle emozioni, sensazioni che queste esperienze comportano.
Questa sensibilità ci porta a valutare anche il contenuto (o meglio l’informazione) in modo emotivo, quindi la forma e il carico emotivo con cui il contenuto (informazione) viene trasmesso coinvolge in modo particolare l’interessato.
Un esempio di storytelling che ha segnato la storia di questo ultimo secolo è la figura del Babbo Natale.
Dalla poesia di Clement C.Moore del 1822 nasce in America la figura del Babbo Natale come un omone con barba bianca e un sacco pieno di regali.
Il Babbo Natale vestito di rosso con capelli e barba bianca nasce per la prima volta nella vignetta sull’Harper’s Weekly ideata dal tedesco Thomas Nast nel 1863.
Ma il Babbo Natale che ha cambiato e segnato tanti Natali fino ai nostri giorni è stato quello utilizzato per la prima volta con una pubblicità della CocaCola nel 1931.
Quella pubblicità e le successive hanno fatto nascere aspettative, desideri e sogni di tanti bambini!
La sfida di oggi, nel caos di racconti, di effetti sonori e cinematografici sempre più sofisticati, è quella di creare contenuti (informazione) di valore vero per le persone.
Se l’impresa, il professionista, il team di lavoro potessero raccontare perché fanno quello che fanno, potessero fare arrivare la dedizione e la cura con cui preparano i prodotti/servizi offerti, potremmo scoprire grandi storie buone, grandi esempi di persone che mettono il loro tempo per fare prodotti/servizi di significato per sé stessi e per i loro destinatari.
Con le metodologie del brandcoaching è possibile individuare le autenticità che stanno dietro ai prodotti/servizi che rendono unico il racconto , soprattutto quando viene accompagnato da una comunicazione coerente che rende affidabile al cliente quanto viene esposto.
Donatella Metelli
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