I Fondi Diretti e l’European Innovation Council
Nello scorso speciale, avevamo visto come un imponente impianto di risorse economiche e finanziarie sia stato predisposto per l’attuazione della strategia europea dei prossimi sette anni.
Oltre 10000 miliardi di euro ai quali se ne aggiungono altri 750 derivanti dall’accordo su NextGenerationEU.
Alcune di queste risorse (circa il 50%) saranno destinate ai Fondi Strutturali e di Investimento (ESIF) e gestiti dagli stati membri attraverso accordi di partenariato; un’altra consistente fetta del bilancio è invece destinata ai Finanziamenti Diretti, mentre NextGenerationEU consentirà di ottenere fondi sul mercato dei capitali a costi più favorevoli di quelli che ogni singolo stato potrebbe ottenere singolarmente.
NextGenerationEU rappresenta quindi uno strumento straordinario e temporaneo il cui scopo è agire come leva finanziaria per attrarre nuove risorse a condizioni eccezionalmente favorevoli e accelerarne l’impiego in tempi molto brevi.
La disponibilità di tale impianto sta subendo ritardi rispetto al piano iniziale e ciò, diversamente da quanto si potrebbe immaginare, non è dovuto al Covid-19, ma principalmente al veto opposto da Polonia e Ungheria nel corso del Consiglio europeo alla condizione proposta da Commissione Ue, di vincolare l’erogazione di fondi strutturali per il periodo 2021-2027 al rispetto dello stato di diritto.
Questo veto, per giunta su un tema vitale come quello dei Fondi Strutturali, ha ritardato l’approvazione del bilancio 2021-2027 e del Recovery Fund di almeno di sei mesi.
Una scelta quantomeno scellerata e inaccettabile ancor più durante una pandemia, i cui effetti sono patiti da tutti gli stati membri.
Risolto questo inopportuno scoglio, i Fondi Diretti sono quelli che prima di altri cominciano a essere messi a disposizione.
La gestione dei fondi diretti avviene attraverso Programmi di Finanziamento, il principale dei quali (per dotazione finanziaria e per ampiezza dell’impatto atteso) è Horizon Eu.
Horizon Europe si struttura su tre pilastri (fig. 1): (1) Eccellenza scientifica con un budget di 25,8 Miliardi; (2) Sfide globali e Competitività industriale europea con un budget di 52,7 miliardi; (3) Europa Innovativa con un budget di 13,5 miliardi.

È immediatamente intuibile quanto importante sia questo programma per tutte le PMI europee, visto che più della metà della dotazione finanziaria è destinata al loro sviluppo competitivo.
Parecchie sono le novità rispetto al passato, e le tratteremo in dettaglio nei prossimi numeri, ma per citare le principali, faremo riferimento all’introduzione del Consiglio Europeo per l’Innovazione che ha lo scopo di aiutare gli innovatori a sostenere progetti potenzialmente dirompenti ma rischiosi, attraverso la mobilitazione di fondi privati e la creazione di mercati futuri, per colmare il divario fra l’idea e il progetto investibile.
Questo avverrà attraverso due strumenti denominati Pathfinder (solo sovvenzioni) e Accelerator (sovvenzioni e finanziamenti misti) che saranno oggetto di specifica trattazione.

Horizon Europe mette in relazione le esigenze dei cittadini europei con a R&I attraverso un portafoglio di azioni interdisciplinari – dette missioni –
i cui settori di intervento sono sintetizzati nella fig.2.
In particolare, il Pilastro 2 dedicato alle Sfide globali e alla Competitività Industriale Europea, promuove tecnologie e soluzioni che supportino le politiche europee e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (fig.3) e definendo poli tematici e aree di intervento.

In questo contesto proprio il 18 Marzo è stato pubblicato il primo Work Programme ufficiale, quello dell’EIC European Innovation Council, a cui seguiranno a brevissimo le pubblicazioni delle call per la presentazione delle proposte.
L’EIC mira a identificare e supportare tecnologie e innovazioni rivoluzionarie con il potenziale per espandersi a livello internazionale e diventare leader di mercato.
Supporta tutte le fasi dell’innovazione, dalla ricerca e sviluppo sulle basi scientifiche di tecnologie innovative, alla convalida e alla dimostrazione di tecnologie e innovazioni per soddisfare le esigenze del mondo reale, allo sviluppo e all’ampliamento di start-up e piccole e medie imprese.
Il finanziamento avviene attraverso l’impiego di tre differenti strumenti:
Pathfinder: per la ricerca avanzata per sviluppare basi scientifiche utili a tecnologie rivoluzionarie
Transition: per la validazione dei risultati della ricerca e lo sviluppo di piani di sviluppo per applicazioni specifiche
Accelerator: per le singole aziende (PMI, start-up, spin-off) per mettere in atto le innovazioni e portarle nel mercato e svilupparlo
Tutti i progetti e le imprese candidate al finanziamento da EIC, hanno accesso a una gamma di Business Acceleration Services provvisti da EIC stesso per accedere a competenze distintive, partner industriali, investitori e attori dell’ecosistema.
Valter Darbe














