LO SVILUPPO DEL CAPITALE UMANO

gruppo di persone in fila

Oggi leggiamo e sentiamo parlare di Capitale Umano, in termini di risorsa per ogni organizzazione. Ma ne conosciamo il valore? Sappiamo farlo crescere?

Per qualcuno Capitale Umano è una termine poco rispettoso del valore delle persone.

Io penso che in termini di economia sia importante anche utilizzare definizioni che possono essere comparate e quindi valutabili anche in termini economici.

Per qualcuno questa considerazione può essere ovvia, mentre per altri può suonare come una forzatura come già accade per altre definizioni o usi impropri dei termini, soprattutto quelli in lingua inglese.

Diversi anni fa, in tempi precedenti alle crisi che dal 2008 si sono susseguite a livelli e in ambiti diversi, soprattutto nel nostro paese, sono stata coinvolta in un progetto di acquisizione di un ramo di azienda da parte di un mio cliente.

Nella fattispecie il mio cliente era interessato all’acquisto di una parte di attività di un’altra azienda che si integrava e completava con l’attività dell’azienda di cui era titolare.

Sulla carta i numeri erano confortanti, le informazioni finanziarie e del mercato confermava l’affidabilità dell’azienda.
Negli incontri propedeutici alla trattativa e alla definizione dell’accordo, ogni aspetto legale, fiscale e in materia giuslavoristica era stato sviscerato e in qualche modo definito.

A quel tempo il contributo nella consulenza del lavoro era soprattutto declinato al rispetto contrattuale e alle differenti normative che lasciavano determinati ambiti di manovra per la composizione di un’ottimale soluzione per entrambe le parti.

Calcoli su calcoli, la profilazione e la definizione di inquadramento, nonché la mappatura dell’organigramma erano le attività svolte a supporto dell’operazione di acquisizione/cessione.

Il fatto che mi aveva colpito di quella vicenda è che, nonostante il conforto dell’affidabilità e congruità dei dati, come pure l’intesa economica raggiunta tra le parti, il mio cliente, ad un certo punto della trattativa, avesse cambiato la sua decisione.

Dopo qualche tempo l’imprenditore mi disse: “Non potevo concludere un accordo senza portare a bordo con me le Persone Giuste per la conduzione della nuova attività”

Questa sua frase aprì l’orizzonte della mia consulenza e compresi che ci sono diversi livelli/ambiti con cui portare avanti un business, soprattutto in una organizzazione dove il Capitale Umano è una risorsa importante per la riuscita economica dell’attività.

Oggi, come allora, vedo come un grande limite quando in una organizzazione non ci sono le Persone Giuste per determinati ruoli.

Con questo non intendo dire che ci sono Persone Giuste e/o Persone Sbagliate: intendo invece, come l’esperienza negli anni mi ha insegnato, che ci sono Persone che posso apprendere quello per cui ancora non sono preparate, e ci sono attitudini e aspettative che sono spesso sconosciute anche alla stessa persona o all’organizzazione.
I motivi sono vari, possono mancare stimoli o motivazioni, possono mancare conoscenze e presa di coscienza, gli stessi modelli organizzativi possono paradossalmente rappresentare dei limiti allo sviluppo di queste risorse tanto preziose.

Cosa fare dunque per sviluppare il Capitale Umano?
Sappiamo tutti che la conoscenza e l’esperienza sono fondamentali per saper fare, saper agire e soprattutto, saper muoversi in un contesto economico sempre più “liquido”(Bauman 2008), in continuo cambiamento, per effetto dell’innovazione continua necessaria alla sopravvivenza del- le organizzazioni, sia di business sia istituzionali.

Secondo Bauman, la mancanza di riferimenti solidi nella società, porta ad una liquidità riscontrabile nei mezzi e nelle finalità che poi appaiono confusi e spesso invertiti tra di loro.

Diventa quindi fondamentale, negli ambienti aggregativi, nelle organizzazioni e istituzioni creare le migliori condizioni per sviluppare il significato, il senso ed il valore dell’operato delle Persone.

È certamente più facile e immediato “selezionare le Persone Giuste” già in fase di recruiting, ma sappiamo tutti che le cose, come le persone, si modificano ad una velocità diversa nel mondo del lavoro di oggi e non possiamo non considerare chi è già a bordo.

Nessuno dei nostri Millennials pensa di lavorare per tutta la vita nel medesimo posto di lavoro, e nessun imprenditore pensa e investe per progetti la cui possibile riuscita sia prevista forse dopo oltre tre anni.

Lo strumento principe per lo sviluppo delle Persone è la creazione di un contesto stimolante, dove l’apprendimento diventa lo strumento di allenamento al cambiamento continuo, e dove il Valore delle Persone è occasione di riconoscimento interno ed esterno così da generare stima, autostima e riscontro economico sul mercato.

Per informazioni scrivere a info@professionepassione.it
Cliccare qui per conoscere il pensiero di Bauman.

Donatella Metelli