Decreto Calderone Decreto Lavoro 2023

decreto calderone 2023

L’emanazione di un Decreto, per la mia percezione delle cose, può essere vista come l’arrivo di un “Super Eroe” pronto a spazzare via il “male” e a fare luce sul bene.

Questi sono forse gli esiti di un’infanzia, la mia, trascorsa nell’era dell’imbattibile Daitarn 3 o Mazinga – non me ne vogliano i giovani fedelissimi dei nuovi Transformers, ma avendo due figlie femmine, i miei riferimenti rimangono quelli.

Al di là di questa visione giocosa, sicuramente il Decreto Calderone o D.L. 48/2023, in vigore dal 5 maggio 2023, qualcosa l’ha “spazzato via”.

In questo articolo non avrò la presunzione di commentare un autorevole decreto, mi limiterò a fare una “lista della spesa” rispetto a quelle che sono le novità, o pseudonovità, che lo stesso ha introdotto, perché autorevoli colleghi si sono adoperati prima di me per portarne a galla “luci e ombre” (consiglio in merito la lettura dello speciale sulle misure principali dedicato dalla rivista Leggi di Lavoro, a cura del Presidente Rosario de Luca e di colleghi Consulenti del Lavoro).

In questa sede voglio sottolineare un tema molto caldo e attuale: la semplificazione.
Approdato in Gazzetta Ufficiale il 4 maggio 2023 al n. 48, il Decreto lavoro 2023 diventa Legge il 03 luglio 2023 lasciando spazio al n 85. Ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, ormai molto di moda, con il timido e rimandato al 2024 “Assegno di inclusione sociale”, in vigore dal 1° gennaio 2024. Alcuni provvedimenti del Decreto sono infatti entrati in vigore, altri attesi e rimandati al 2024. Tanti i punti da trattare: dal taglio del cuneo fiscale, allo sconto dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti, dallo snellimento degli adempimenti informativi previsti dal Decreto Trasparenza, alle modifiche apportate alle causali del contratto a termine, dall’esonero pari al 100 % dei contributi previdenziali a carico del Datore di Lavoro per le assunzioni di soggetti beneficiari dell’Assegno di inclusione, all’incentivo per l’as- sunzione di under 30 sino al 31 dicembre 2023, fino al fringe Benefit a 3.000 € per l’anno 2023 per i lavoratori dipendenti con figli a carico.

Alcune misure di questo decreto sono destinate anche a variazione della normativa in materia di Salute e Sicurezza sul lavoro, dove i riflettori sono sempre molto puntati, soprattutto a causa dei recenti fatti di cronaca. Si parla poi di incentivi per l’assunzione di persone con disabilità, di modifiche dedicate all’omesso versamento delle ritenute previdenziali, di contratti di espansione, di lavoro occasionale nel settore turistico e termale, senza tralasciare la nuova maggiorazione all’AUU (Assegno Unico e Universale). Non poi dimentichiamoci del credito d’imposta per l’autotrasporto e il lavoro marittimo, passando anche attraverso il Fondo nuove competenze, rotazione e servizi pubblici.

Lo scorso agosto 2022 il Decreto Trasparenza l’aveva fatta da padrone sotto l’ombrellone, soppiantando per noi professionisti del settore il mitico cruciverba. Esso ha introdotto un lungo elenco di informazioni da fornire nella lettera di assunzione per l’instaurazione del rapporto di lavoro. Tutto ciò è stato oggetto di semplificazione con il Decreto Lavoro 2023 o Decreto Calderone. Col Decreto Trasparenza siamo passati da una lettera di assunzione di due pagine o forse meno, a una mole elevata di carta e inchiostro, quasi un consumo di carta da “deforestazione” …in merito mi sono più volte domandata se qualche lavoratore abbia mai davvero letto la lunga enumerazione di informazioni messe a disposizione già presenti sul CCNL.

Cos’è la semplificazione? Ho provato a scomodare l’Accademia della Crusca, per esaminare meglio il termine, ma non trovo risultati interessanti. Digitando su Dottor Google (il nostro aiutante enciclopedico) il termine “semplificazione” trovo solo riferimenti ai Decreti Semplificazione, arrivo allora alla Treccani, ma ironia della sorte, la connessione di rete si perde, quindi decido di abbandonare la tecnologia e di tornare ad andare a ruota libera. Qual è la definizione di “semplicità”? È la mancanza di complessità, di difficoltà; la semplicità di un metodo ne indica l’elementarità, la facilità.

Cos’è quindi la semplificazione? Sicuramente non va d’accordo con l’eccesso di burocrazia. La semplificazione, per chi come noi applica tutti i giorni la normativa, passando per le scadenze e gli adempimenti, è il miraggio, l’oasi nel deserto…è qualcosa che aspetti e non arriva mai.

Leggendo il Decreto Calderone e l’addio al Reddito di Cittadinanza, senza nulla togliere ai buoni propositi Normativi di fondo, mi sono lasciata travolgere dall’elencazione dei requisiti necessari per l’assegnazione dell’Assegno di inclusione, passando per il “mitico” Isee.

Chi non lo conosce? Indicatore della Situazione Economica Equivalente, certificazione ormai necessaria che serve per misurare il livello economico complessivo del nucleo familiare, ormai fondamentale per accedere a bonus, sconti su bollette, o AUU (Assegno unico e Universale per i figli a carico), attestazione necessaria per l’individuazione di proprietà immobiliari, rendite finanziarie, redditi vari, etc…

L’ISEE, come s’intende, è uno strumento cruciale ed essenziale per tanti cittadini, ma la sua gestione rispecchia criteri di semplificazione? Proviamo ad approfondirne i diversi aspetti.

Esistono diverse tipologie di Isee (per non farsi mancare nulla): Isee Università, Isee Sociosanitario, Isee Minorenni; poi arriva la DSU, Dichiarazione Sostitutiva Unica, attestazione dedicata alle informazioni sulla composizione del nucleo familiare, redditi, patrimoni e altro. Ormai si parla per sigle e codici.

L’accesso alla richiesta dell’Isee segue più strade: i più “sgamati” a livello informatico accedono direttamente al portale Inps con lo Spid; chi preferisce i sistemi “analogici” tradizionali si reca al Caf e si fa assistere direttamente dall’operatore. Per accedere ai servizi Inps è necessario lo SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale, oppure la Carta d’Identità Elettronica (CIE), o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Il Pin Inps è andato in soffitta nel 2021 con una circolare ed è rimasto in uso solo ai cittadini residenti all’Estero non in possesso di un documento di riconoscimento Italiano.

Il sito Inps mandando in pensione il pin ha raccomandato (testuali parole): “Gli utenti sono invitati a dotarsi di uno dei sistemi di autenticazione (sopra citati), per gli impossibilitati è possibile delegare una persona di fiducia”. Per la delega come si fa? Occorre una registrazione, con modello AA08 o modello AA09.

Penso che qualsiasi cittadino non avvezzo a queste procedure nell’affrontarle rischi di essere colpito da emicrania. Proprio di fronte a queste situazioni, di cui spero aver messo in luce al lettore la lampante complicatezza, proviamo a trovare risposte sulla Semplificazione.

Recentemente, mi hanno chiesto una consulenza da Londra. Ci colleghiamo via teleconferenza, una delle cose belle, positive e snelle potenziate con il Covid, che permette di arrivare in posti dove diversamente non potresti comunicare o fare consulenze in modalità tradizionale. Purtroppo la tecnologia ci abbandona, parte l’audio ma non vedo la ragazza oltre il video. Iniziamo lo scambio di informazioni necessario alla consulenza, dove trapela lo smarrimento più totale nel vortice delle normative. Residenza, Aire, dichiarazione fiscale, adempimenti, fisco italiano, attrazione nel territorio dello Stato, ecc…il video come per magia inizia a funzionare e quello che era un disorientamento percepito solo a livello telefonico viene confermato dalle lacrime che solcano il viso della mia cliente in piena crisi di nervi, smarrita nella complessità della burocrazia.

Alla fine della consulenza, risolto e sconfitto l’inghippo e trovata la soluzione, chiacchieriamo senza ansia e semplicemente mi dice: “Sai, qui non c’è tutta la burocrazia che c’è in Italia”.

A fronte di questi episodi, in un mondo digitale che va veloce e offre tante opportunità, capita anche di essere stupiti da situazioni opposte: sempre lei ci racconta che ha richiesto la riduzione di un mutuo, fatta con un click su una app della banca, e dal giorno dopo il mutuo era ridotto. Non è intervenuto un mago per far sparire il mutuo, bensì si è trattato dei benefici dovuti a procedure snelle e, per l’appunto, semplici. In attesa di un altro decreto che possa agire come un degno “Super Eroe” dei giorni nostri in fatto di Semplificazione, guardo e ammiro la semplicità dei bambini, che sempre mi affascinano e meravigliano quando li sento parlare, lasciandomi a volte con le loro parole senza risposte e spiegazioni, proprio perché non hanno peli, né sulla pancia, né sulla lingua.

Diversamente dagli adulti che si arrovellano in pensieri e ragionamenti, perdendo di vista l’essenziale: la semplicità!

Nadia Carioni